Calcolo dell'imposta del 2 per mille sulle cripto-attività
A differenza dell'imposta di bollo sui conti correnti, per le cripto-attività non è previsto né un importo minimo né il tetto massimo di 14.000 euro riservato ai soggetti diversi dalle persone fisiche: si paga esattamente il 2 per mille del valore, riproporzionato. Se le cripto sono affidate a un intermediario residente in Italia, l'imposta la applica e versa lui: in quel caso non va indicata di nuovo nel quadro RW/W.
Come si calcola l'imposta
L'imposta sul valore delle cripto-attività si calcola come l'IVAFE: un'aliquota fissa applicata al valore di fine anno e riproporzionata al tempo e alla quota di possesso.
Imposta = valore al 31/12 × 0,2% × (giorni di detenzione ÷ giorni dell'anno) × quota di possesso
Vale per ogni rapporto, cioè per ogni wallet o exchange preso singolarmente: per questo il calcolatore ti fa inserire una riga per ciascuno e ne somma i risultati.
Chi la paga e chi no
| Dove sono le crypto | Chi versa l'imposta | Va nel Quadro RW/W? |
|---|---|---|
| Intermediario residente in Italia | L'intermediario, come imposta di bollo | No, l'imposta non si riporta |
| Exchange estero | Tu, in dichiarazione | Sì |
| Self-custody (hardware o software wallet) | Tu, in dichiarazione | Sì |
Attenzione a una cosa che sfugge spesso: l'imposta è dovuta anche se non hai mai venduto. Non è una tassa sui guadagni, ma sul possesso — e viaggia insieme all'obbligo di monitoraggio, non insieme al Quadro RT.
Gli errori più frequenti
- Usare il valore di picco invece di quello al 31 dicembre. Il riferimento è la fine del periodo d'imposta.
- Dimenticare i giorni su wallet aperti o chiusi in corso d'anno: l'imposta va riproporzionata, non pagata per intero.
- Pagare il 100% su un wallet cointestato, quando ciascun titolare deve versare solo la propria quota.
- Ignorare i wallet piccoli: non esiste una soglia di esenzione, e comunque l'obbligo di monitoraggio scatta a prescindere dall'importo. Le sanzioni per l'omesso Quadro RW vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato.
Se hai molti wallet
Con dieci indirizzi on-chain e tre exchange, la parte difficile non è la moltiplicazione: è sapere quanto valeva ciascun rapporto al 31 dicembre e per quanti giorni l'hai tenuto aperto. Nummo ricostruisce questi valori dagli storici importati e prepara i dati del Quadro W — insieme al calcolo delle plusvalenze, che puoi verificare anche con lo strumento LIFO.
Domande frequenti
Quanto si paga di imposta sulle cripto-attività?
Il 2 per mille annuo (0,2%) del valore delle cripto-attività, rapportato ai giorni di detenzione e alla quota di possesso. Su 20.000 euro detenuti per tutto l'anno da un unico titolare l'imposta è di 40 euro.
Su quale valore si calcola il 2 per mille?
Sul valore delle cripto-attività al termine del periodo d'imposta, quindi al 31 dicembre. Se le hai cedute tutte in corso d'anno si assume il valore alla data di chiusura del rapporto, e i giorni di detenzione si riducono di conseguenza.
L'imposta si paga anche se non ho venduto nulla?
Sì. È un'imposta patrimoniale sul valore detenuto: si paga per il solo fatto di possedere cripto-attività, indipendentemente da plusvalenze o vendite. È dovuta insieme alla compilazione del Quadro RW/W.
C'è un importo minimo o una franchigia?
No. A differenza dell'imposta di bollo sui conti correnti non è previsto alcun importo minimo, e non si applica il tetto massimo di 14.000 euro riservato ai soggetti diversi dalle persone fisiche: si versa esattamente il 2 per mille riproporzionato.
Se le crypto sono su un exchange italiano devo pagarla io?
No: se le cripto-attività sono affidate a un intermediario residente in Italia è l'intermediario ad applicare e versare l'imposta di bollo del 2 per mille, e tu non la riporti in dichiarazione. L'imposta sul valore delle cripto-attività resta a tuo carico per le crypto in self-custody o presso operatori esteri.
Come si divide l'imposta su un wallet cointestato?
Ciascun titolare paga in proporzione alla propria quota di possesso. Su un wallet cointestato al 50% con un valore di 6.000 euro, ogni cointestatario versa il 2 per mille su 3.000 euro. Nel calcolatore basta indicare la quota nella colonna dedicata.
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