Plusvalenze

Rivalutazione crypto al 18%: quando conviene affrancare il costo

29 luglio 2026 · lettura 9 min

Hai comprato Bitcoin a prezzi che oggi sembrano uno scherzo e ti aspetta un conto dal 33% sulla plusvalenza quando venderai? La legge offre un'alternativa: l'affrancamento (o rivalutazione) del costo di acquisto, cioè la possibilità di pagare subito il 18% sul valore delle tue crypto e azzerare la plusvalenza latente maturata fin qui. È una delle poche vere decisioni di pianificazione fiscale disponibili a un investitore crypto — e va presa con i numeri in mano, non a sensazione.

Come funziona l'affrancamento

Introdotta con la riforma del 2023 e riproposta dalle Leggi di Bilancio successive (da ultimo con aliquota al 18%), la rideterminazione funziona così:

  1. per ciascuna cripto-attività posseduta alla data di riferimento (il 1° gennaio dell'anno di opzione) puoi assumere come costo fiscale il valore normale a quella data, al posto del costo di acquisto storico;
  2. su quel valore paghi un'imposta sostitutiva del 18%, in unica soluzione o in tre rate annuali (interessi del 3% sulle rate successive);
  3. alla vendita futura, la plusvalenza tassata al 33% si calcola dal valore affrancato, non dal vecchio costo.

Due vincoli da tenere a mente: l'imposta si paga sull'intero valore, non sul guadagno; e dalla rideterminazione non possono emergere minusvalenze — se poi vendi sotto il valore affrancato, quella perdita non è deducibile (a differenza delle minusvalenze ordinarie, di cui parliamo nella guida alla compensazione delle minusvalenze).

Il conto della convenienza: la soglia del 45%

Confrontiamo le due strade per chi vende a un valore V con costo storico C:

  • senza affrancamento: imposta = 33% × (V − C);
  • con affrancamento (vendita vicina al valore affrancato): imposta = 18% × V.

L'affrancamento conviene quando 18% × V < 33% × (V − C), cioè quando il costo storico è inferiore a circa il 45% del valore attuale. In altre parole: se le tue crypto valgono più del doppio di quanto le hai pagate, il 18% merita un calcolo serio.

Esempi numerici

CasoCosto storicoValore attualeImposta al 33%Affrancamento 18%Conviene?
Early adopter€5.000€100.000€31.350€18.000Sì: risparmio €13.350
Raddoppio€45.000€100.000€18.150€18.000Circa indifferente (soglia del 45%)
Acquisto recente€80.000€100.000€6.600€18.000No: pagheresti quasi il triplo

Caso limite da manuale: chi ha costo non documentato — che il fisco assume pari a zero — è il candidato ideale all'affrancamento: il 18% sul valore batte sempre il 33% sull'intero corrispettivo di vendita.

Le variabili oltre l'aritmetica

  • Orizzonte di vendita: l'affrancamento anticipa un'imposta che senza vendita non pagheresti mai. Se non prevedi di vendere per molti anni, stai finanziando lo Stato in anticipo.
  • Rischio prezzo: il 18% resta pagato anche se il mercato crolla. Affrancare ai massimi di mercato è la versione fiscale del comprare ai massimi.
  • Liquidità: l'imposta si versa in euro; per portafogli grandi può servire vendere qualcosa (generando a sua volta plusvalenze) per pagarla — la rateizzazione in tre anni aiuta.
  • Crescita attesa: l'affrancamento azzera il passato ma non il futuro — la crescita successiva alla data di riferimento resta tassata al 33% (aliquota che, come racconta la guida alle tasse crypto 2026, il legislatore ha già ritoccato più volte).

Come si esercita l'opzione

L'opzione si perfeziona con il versamento tramite F24 dell'imposta (o della prima rata) entro il termine fissato dalla norma, e va poi riflessa in dichiarazione. Serve una fotografia precisa del portafoglio alla data di riferimento: quantità per asset e valore normale a quella data, con documentazione della fonte dei prezzi. È lo stesso tipo di ricostruzione richiesta dal Quadro W, quindi se il tuo monitoraggio è in ordine sei già a metà strada; se non lo è, parti dalla regolarizzazione del pregresso prima di pensare all'affrancamento. Le scadenze operative dell'anno sono raccolte nel calendario fiscale crypto 2026.

In sintesi

  1. Calcola il rapporto costo/valore per ogni posizione: sotto il 45% l'affrancamento è candidato serio.
  2. Pondera orizzonte di vendita, rischio prezzo e liquidità: il 18% è un'imposta certa contro una futura e incerta.
  3. Decidi per singolo asset, non sul portafoglio intero: spesso conviene affrancare solo le posizioni storiche.
  4. Valida numeri e scadenze con il commercialista prima di versare.

Domande frequenti

Cos'è l'affrancamento (o rivalutazione) delle cripto-attività?

È la possibilità, prevista dalla Legge di Bilancio, di sostituire il costo di acquisto storico delle crypto con il loro valore a una data di riferimento (il 1° gennaio dell'anno di opzione), pagando un'imposta sostitutiva del 18% su quel valore. Alla vendita futura, la plusvalenza si calcola dal valore affrancato invece che dal costo originario.

Quando conviene affrancare al 18%?

In prima approssimazione conviene quando il costo di acquisto è basso rispetto al valore attuale: pagando il 18% sull'intero valore eviti il 33% sulla sola plusvalenza. Il punto di pareggio è a un costo pari a circa il 45% del valore: sotto quella soglia l'affrancamento tende a convenire, sopra no. Vanno poi pesati i tempi di vendita e la liquidità necessaria.

L'affrancamento vale anche se poi il prezzo scende?

È il rischio principale: l'imposta del 18% si paga subito ed è dovuta anche se in seguito vendi a un prezzo più basso del valore affrancato. In quel caso avresti pagato di più del necessario. Inoltre, dalla rideterminazione non possono emergere minusvalenze deducibili: se vendi sotto il valore affrancato, quella perdita non è compensabile.

Posso affrancare solo una parte del portafoglio?

L'opzione si esercita per singola cripto-attività: puoi scegliere di rideterminare il valore di alcune posizioni (ad esempio i BTC comprati a prezzi bassissimi) e lasciare il costo storico su altre. Serve quindi un'analisi lotto per lotto, che è esattamente il tipo di calcolo dove un tracker automatico aiuta.

Come si paga l'imposta sostitutiva del 18%?

Con modello F24, in un'unica soluzione oppure in tre rate annuali di pari importo, con interessi del 3% annuo sulle rate successive alla prima. L'opzione si perfeziona con il versamento della prima rata entro la scadenza prevista dalla norma: verifica con il commercialista termini e codici tributo aggiornati.

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Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza fiscale. La normativa sulle cripto-attività cambia di frequente: per la tua situazione specifica rivolgiti a un commercialista.