Plusvalenze crypto con il metodo LIFO: guida al calcolo con esempi
Hai venduto una parte dei tuoi Bitcoin e devi capire quanto hai "guadagnato" per il fisco? La risposta non è intuitiva: dipende da quali Bitcoin hai venduto, e la legge italiana lo decide per te con il metodo LIFO. In questa guida lo spieghiamo con esempi numerici completi.
Quando si genera una plusvalenza tassabile
Prima del "quanto", il "quando". Ai sensi dell'art. 67 del TUIR (lett. c-sexies), realizzi un reddito imponibile quando:
- vendi crypto contro euro o valuta estera;
- usi crypto per acquistare beni o servizi (o le permuti con NFT e asset di natura diversa);
- converti crypto in stablecoin ancorate all'euro (interpretazione prevalente: caratteristiche e funzioni diverse);
- percepisci proventi dalla detenzione (staking, lending — vedi la guida dedicata).
Non è invece rilevante la permuta tra cripto-attività con stesse caratteristiche e funzioni (es. BTC → ETH): in quel caso il costo di acquisto si trasferisce sull'asset ricevuto.
Il LIFO in una frase
Quando vendi una parte del tuo portafoglio, si considerano cedute per prime le unità acquistate più di recente (Last In, First Out).
Il criterio non è una scelta: è quello previsto dal TUIR per il regime dichiarativo. Solo chi opera in regime amministrato presso un intermediario italiano abilitato usa il costo medio ponderato.
Esempio completo, passo passo
Situazione di Giulia:
| Data | Operazione | Quantità | Prezzo BTC | Controvalore |
|---|---|---|---|---|
| 10/01/2024 | Acquisto | 0,30 BTC | €40.000 | €12.000 |
| 05/06/2025 | Acquisto | 0,20 BTC | €90.000 | €18.000 |
| 20/03/2026 | Vendita | 0,35 BTC | €102.000 | €35.700 |
Con il LIFO, i 0,35 BTC venduti si scompongono così:
- prima l'intero lotto più recente: 0,20 BTC del giugno 2025, costo €18.000;
- poi 0,15 BTC dal lotto del gennaio 2024, costo 0,15 × €40.000 = €6.000.
Quindi:
- costo fiscalmente riconosciuto: €18.000 + €6.000 = €24.000;
- corrispettivo: €35.700;
- plusvalenza imponibile: 35.700 − 24.000 = €11.700;
- imposta sostitutiva (realizzo 2026, aliquota 33%): €3.861.
Nota come il LIFO, in un mercato che sale, tenda a ridurre la plusvalenza della singola vendita: si scaricano prima i lotti comprati a prezzi più alti. In compenso, i lotti "vecchi" a basso costo restano in portafoglio e genereranno plusvalenze maggiori in futuro. A Giulia rimangono infatti 0,15 BTC con costo fiscale €40.000/BTC.
Perché con molte operazioni serve un registro
L'esempio ha due acquisti e una vendita. Nella realtà un investitore crypto medio ha centinaia di operazioni su più piattaforme, swap crypto-crypto che trasferiscono il costo da un asset all'altro, reward di staking che creano nuovi lotti con il loro valore di percezione. Ogni vendita parziale richiede di ricostruire l'intera stratigrafia dei lotti in ordine cronologico inverso. Fatto a mano su un foglio di calcolo è la parte più fragile di tutta la dichiarazione: un lotto dimenticato cambia il risultato a catena.
Costo non documentato = costo zero
Regola durissima ma chiara: il costo di acquisto deve risultare da elementi certi e precisi — estratti conto dell'exchange, ricevute, transazioni on-chain riconducibili a te. Se non riesci a documentarlo, si assume pari a zero e paghi l'imposta sull'intero incasso. Scarica e conserva periodicamente i CSV delle piattaforme che usi, anche di quelle che potresti chiudere.
Minusvalenze: come si usano
Se vendi in perdita, la minusvalenza si compensa con le plusvalenze della stessa natura realizzate nello stesso anno. L'eventuale eccedenza si riporta in dichiarazione e resta utilizzabile nei quattro anni successivi — ma solo se la indichi in dichiarazione nell'anno in cui matura: dimenticarla significa perdere il credito fiscale.
Dove si dichiara
Le plusvalenze vanno nel Quadro RT del Modello Redditi (righi RT41 e seguenti: corrispettivi, costi, imposta sostitutiva). Il possesso va invece monitorato nel Quadro W (ex RW). Trovi il quadro d'insieme nella guida completa alla dichiarazione.
Domande frequenti
Cos'è il metodo LIFO per le criptovalute?
LIFO (Last In, First Out) significa che, quando vendi solo una parte delle tue crypto, ai fini fiscali si considerano cedute per prime le unità acquistate più di recente. È il criterio previsto dal TUIR per chi opera in regime dichiarativo, cioè la maggior parte degli investitori crypto.
Posso scegliere un metodo diverso dal LIFO, come il FIFO?
No, nel regime dichiarativo il criterio LIFO è quello previsto dalla norma e non è una scelta. Solo nel regime del risparmio amministrato, con un intermediario abilitato italiano, si applica il costo medio ponderato.
Cosa succede se non riesco a documentare il prezzo di acquisto?
Il costo deve risultare da elementi certi e precisi (estratti dell'exchange, transazioni on-chain, bonifici). In mancanza di documentazione, il costo si assume pari a zero: l'imposta si paga sull'intero corrispettivo di vendita. Conservare lo storico completo è quindi fondamentale.
Le minusvalenze crypto si possono recuperare?
Sì: le minusvalenze da cripto-attività si compensano con le plusvalenze della stessa natura realizzate nello stesso anno; l'eccedenza è riportabile in avanti e utilizzabile entro i quattro anni successivi, purché indicata in dichiarazione.
Lo scambio tra due criptovalute genera una plusvalenza tassabile?
La permuta tra cripto-attività con stesse caratteristiche e funzioni (ad esempio BTC verso ETH) non è fiscalmente rilevante: il costo di acquisto originario si trasferisce sull'asset ricevuto. Diventa invece rilevante la conversione verso euro, valute estere, stablecoin in euro o l'acquisto di beni e servizi.
Continua a leggere
Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza fiscale. La normativa sulle cripto-attività cambia di frequente: per la tua situazione specifica rivolgiti a un commercialista.