Staking, airdrop e NFT: come si tassano in Italia
Comprare e rivendere non è l'unico modo di ottenere crypto: staking, lending, airdrop e NFT generano flussi che il fisco tratta con regole proprie — e spesso tassa prima ancora che tu veda un euro. Ecco come funzionano i casi più comuni per un investitore privato.
Il principio generale: i proventi da detenzione
La disciplina delle cripto-attività (art. 67, lett. c-sexies del TUIR) non tassa solo le plusvalenze da cessione, ma anche i proventi che derivano dalla semplice detenzione: ricompense di staking, interessi da lending, reward di vario tipo. La regola operativa è:
Il provento è imponibile al momento della percezione, per il suo valore di mercato in euro in quel momento. Quel valore diventa poi il costo fiscale del token ricevuto.
L'aliquota è quella dell'anno di percezione: 26% fino al 2025, 33% dal 2026 (i dettagli nell'articolo sulle novità fiscali 2026).
Staking: tassato due volte? No, ma quasi
Un esempio chiarisce il meccanismo:
- a marzo ricevi 2 ETH di reward quando ETH vale €2.500: dichiari €5.000 di proventi, tassati nell'anno di percezione;
- a novembre vendi quei 2 ETH a €3.000 l'uno: realizzi una plusvalenza di €1.000 (6.000 − 5.000), perché il costo fiscale era il valore già tassato.
Non è una doppia imposizione — ogni euro è tassato una volta sola — ma richiede di registrare il prezzo di mercato di ogni singolo reward nel giorno in cui arriva. Con reward giornalieri o settimanali su più protocolli, il tracciamento manuale diventa rapidamente ingestibile: è il tipico caso in cui un tracker automatico fa la differenza.
Airdrop: anche i regali si dichiarano
I token ricevuti gratuitamente via airdrop, secondo l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate, sono proventi imponibili al valore di mercato della percezione; quel valore diventa il costo fiscale per la successiva vendita. Se il token all'arrivo non ha un mercato liquido, la valorizzazione può essere complessa — documenta la fonte del prezzo che usi. E ricorda: anche i token da airdrop entrano nel monitoraggio del Quadro W.
NFT: attenzione al momento dell'acquisto
Per chi colleziona o investe in NFT ci sono due momenti rilevanti:
- Quando compri un NFT pagando in crypto: è una permuta tra asset con caratteristiche e funzioni diverse, quindi realizzi la plusvalenza latente sulle crypto usate per pagare. Comprare un NFT da 1 ETH con ETH pagato €400 e oggi quotato €3.000 significa dichiarare €2.600 di plusvalenza, calcolata con il metodo LIFO.
- Quando rivendi l'NFT: la differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto è a sua volta reddito imponibile.
Discorso diverso per i creator che emettono e vendono le proprie opere: lì si può configurare reddito di lavoro autonomo o d'impresa, un terreno da affrontare con il commercialista.
Mining e attività "attive"
Il confine fiscale passa tra attività occasionale e abituale: il miner occasionale dichiara i proventi alla percezione come visto sopra, mentre un'attività continuativa e organizzata (macchine dedicate, consumi rilevanti, ricavi regolari) configura reddito d'impresa, con partita IVA e obblighi contabili. Lo stesso ragionamento vale per chi fa trading con frequenza e mezzi da professionista.
Il filo conduttore: tracciare tutto, subito
Staking, airdrop e NFT moltiplicano gli eventi fiscalmente rilevanti: ogni reward è un mini-reddito con la sua data e il suo prezzo, ogni acquisto di NFT è una vendita mascherata. Ricostruire tutto a posteriori, magari a ridosso della scadenza di presentazione della dichiarazione, è il modo migliore per sbagliare. Il modo giusto è registrare gli eventi man mano che accadono — idealmente in automatico.
Domande frequenti
Le ricompense da staking sono tassate anche se non le converto in euro?
Sì. I proventi derivanti dalla detenzione di cripto-attività sono imponibili al momento della percezione, al loro valore di mercato in euro in quel momento — indipendentemente dal fatto che tu li converta o li tenga in crypto.
Che valore fiscale hanno i token ricevuti in staking quando li rivendo?
Il valore già tassato al momento della percezione diventa il costo fiscalmente riconosciuto del token. Alla successiva vendita pagherai l'imposta solo sull'eventuale ulteriore incremento di valore, calcolato con il metodo LIFO.
Gli airdrop gratuiti vanno dichiarati?
Secondo l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate i token ricevuti via airdrop costituiscono proventi imponibili al valore di mercato alla percezione, che diventa poi il loro costo fiscale. Vanno inoltre inclusi nel monitoraggio del Quadro W come tutte le altre cripto-attività.
Comprare un NFT pagando in crypto è un evento tassabile?
Sì: pagare un NFT con criptovalute è una permuta tra asset con caratteristiche e funzioni diverse, quindi realizza l'eventuale plusvalenza latente sulle crypto utilizzate per l'acquisto.
Il mining come viene tassato?
Dipende dall'organizzazione dell'attività: il mining occasionale della persona fisica genera in linea generale redditi imponibili alla percezione, mentre un'attività abituale e organizzata configura reddito d'impresa con obblighi molto diversi. È uno dei casi in cui il parere di un commercialista è indispensabile.
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Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza fiscale. La normativa sulle cripto-attività cambia di frequente: per la tua situazione specifica rivolgiti a un commercialista.